Riparare i viventi
Riparare i viventi è un romanzo breve ma avvincente scritto dalla sapiente e abile penna di Maylis de Kerangal.
La storia è semplice: Simon Limbres è un giovane ragazzo che in seguito a un incidente stradale viene dichiarato morto cerebralmente e, grazie alla scelta generosa dei genitori, diventa donatore di organi. Il cuore di Simon viene destinato a Claire, donna di 50 anni con un'infezione al miocardio.
Il libro racconta la storia passo passo presentandoci tutti coloro che partecipano attivamente a questo grande incontro: l'incontro tra il cuore del giovane e il corpo di Claire.
Conosciamo i genitori di Simon, la mamma Marianne e il papà Sean e li accompagniamo nel difficile processo di assimilazione della morte del figlio e viviamo con loro il momento in cui devono decidere se donare gli organi di Simon o no. Grazie alla scrittura frammentaria e ricca di sensazioni e all'uso di frasi molto lunghe ma che catturano l'attenzione del lettore e lo lasciano senza fiato, scopriamo anche piccoli pezzi del passato di Marianne e di Sean, Maylis de Kerangal ci permette di scostare un po' il velo che copriva il rapporto privato madre-figlio e padre-figlio e ci fa vedere Simon con gli occhi dei genitori.
Una volta entrati in ospedale on un codice "Glasgow 3" incontriamo il chirurgo Révol, che decreterà la morte cerebrale di Simon e ci farà capire la difficoltà di un uomo, forse anche padre, di dover comunicare a un genitore che il figlio adolescente è morto nonostante respiri ancora e il cuore batta. Révol ci fa vedere la difficoltà del far capire a chi sta dall'altra parte cosa stia succedendo senza la possibilità di perdersi in termini medici o senza spiegazioni troppo complicate, Révol ci mostra che a volte un semplice "Suo figlio è irrecuperabile" è meglio di tanti giri di parole. Che a volte la troppa premura delle infermiere poco esperte può fuorviare i parenti dei pazienti.
Grazie a Révol conosciamo due infermieri: la prima è Jeanne, una giovane infermiera a cui è stato cambiato il reparto e che ha appena ritrovato il suo amante, l'altro è Thomas Rémige, infermiere responsabile dei trapianti. Sarà proprio Thomas a introdurre la questione "donazione" ai Limbres e a guidarli attraverso questa difficile scelta.
Verso la fine del libro conosciamo anche la destinataria del cuore, Claire, e il suo medico, il dottor Harfang. Claire è una donna giovane e spumeggiante, madre di tre figli e innamorata della vita. Purtroppo, però, a causa di un'infiammazione al miocardio che continua a peggiorare, la donna ha dovuto lasciare il lavoro, cambiare casa e spostarsi vicino all'ospedale, ha dovuto rinunciare alle camminate o anche solo alle rampe di scale. Claire vuole un cuore nuovo, ma non vuole toglierlo a nessuno. Grazie all'autrice possiamo seguire Claire nel suo processo di "salvezza".
Si tratta di un romanzo duro, diretto e alle volte anche tecnico. Tutto è illustrato nei minimi dettagli con periodi molto lunghi e ben articolati. Si costruisce di frasi ricche di dettagli, di sensazioni, suoni, rumori, gusti. Il lettore è in un viaggio continuo e la meta continua a cambiare in base al personaggio che in quel momento ti sta accompagnando lungo il libro, ma la destinazione finale, l'arrivo per tutti, è il petto di Claire.
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