Mars room
Mars Room- così si intitola il terzo, riuscito romanzo della Kushner - è il nome dello strip-club di San Francisco, dove Romy Hall lavorava prima di trasferirsi a Los Angeles. Prima di uccidere a sprangate il suo stalker, prima di essere condannata a due ergastoli e di essere rinchiusa nel carcere femminile di Stanville.
È un romanzo molto duro, ma altrettanto veritiero. Racconta il processo che subisce in America qualcuno che non può permettersi un buon avvocato ma si deve affidare ad un avvocato d'ufficio. Racconta la durezza della vita in carcere e il rapporto guardia-carcerato, ma anche il rapporto tra i vari prigionieri.
Romy non è una ragazza cattiva, è una ragazza che ha fatto delle scelte sbagliate e si è trovata in una brutta situazione. Lavora in uno strip-club e ha un figlio, a cui vuole un bene dell'anima. Arriva, però, un cliente che entra in fissa con lei e comincia a seguirla, a suonarle il campanello, a fermarla per strada, a chiamarla al telefono. Romy deve quindi trasferirsi, cambia città, cambia numero e cambia posto di lavoro, ma questo non basta a fermare il suo spasimante che riesce a raggiungerla anche lì e, in un ascesso d'ira, Romy lo uccide, brutalmente e senza rimorso. Subisce un processo con un avvocato scadente e un giudice privo di umanità e la sua fedina penale pulita e il fatto di essere madre non hanno alcun peso. Il fatto di essere stata vittima di stalker non importa a nessuno. Viene condannata senza condizionali a due ergastoli.
La vita in carcere è dura, e diventa ancora più dura, per Romy, poiché deve lasciare il figlio alla madre. La vita diventerà, se possibile, ancora più penosa quando scoprirà che la madre è morta in un incidente d'auto e che suo figlio è stato dato in adozione. Già per Romy è stata dura lasciare il bimbo a qualcun altro, figuriamoci come reagirà quando scoprirà di non poter più contattare il bimbo, di non poter sapere a chi è stato dato in affidamento o dove si trovi. Romy è sola, non ha più nessuno al mondo. Cosa deciderà di fare? Scapperà? Rimarrà prigioniera a vita?
La Kushner ci presenta il carcere in tutta la sua crudezza e spietatezza. Non solo i "poveri" subiscono un processo non equo, al quale avrebbero diritto per costituzione, ma sono anche vittime di un sistema di bulli interno al carcere. Romy troverà l'amicizia in un posto in cui tutto sembra trascinarti verso il basso, troverà un piccolo spiraglio di luce. Scoprirà che qualcuno aveva provato ad evadere, ma senza successo e questo diventerà il suo chiodo fisso. La libertà, poter ritrovare suo figlio, non essere più sola.
Il libro presenta tutta la storia di Romy, dall'infanzia difficile, fatta di dipendenze e stupri, ma anche di amicizie e spensieratezza alla Romy post omicidio.
"Non ho in programma di vivere una vita lunga. Ma nemmeno una breve, se è per questo. Non ho nessun programma. Il fatto è che continui a esistere che tu abbia in programma di farlo o meno, finché non smetti di esistere, e allora i tuoi programmi vanno a farsi fottere comunque. Ma non avere programmi non significa non pentirsi di niente."
"Mars Room" è un affresco spietato dell'America contemporanea e della società, in cui trova posto una molteplicità di tipi umani. Alcuni sono i compagni di cella della protagonista: il transessuale Conan, Laura Lipp, che ha ucciso il suo bambino, Betty LaFrance, ex-modella nel braccio della morte. Altri fanno parte invece del mondo esterno, come le guardie carcerarie e gli avvocati, il poliziotto corrotto Doc e il romantico insegnante di letteratura Gordon Hauser, uomo inconsistente e sostanzialmente egoista.
Mars Room è un romanzo che appassiona, che trascina il lettore nel suo mondo e che apre gli occhi sull'America, il paese della libertà fittizia, della parità inesistente.
È stato un libro duro da affrontare per me che, negli altri e nel mondo, cerco sempre e solo il bene. È un romanzo che disillude, che sbatte a terra chi ha la testa per aria o vive di sogni. Ma è anche una storia che fa nascere la voglia di cambiare, di rivoluzione, non nel senso di rivoluzione violenta fatta di manifesti e proteste, ma una rivoluzione di pensiero e di concezione. È un libro che porta a prestare più attenzione ai fatti di cronaca e che ci fa porre più domande.
Ovviamente la crudezza di uno scritto e l'impatto che questo ha sul lettore non sono paragonabili alla durezza delle immagini televisive, ma le due cose unite possono far nascere molte domande e fare sbocciare una grande consapevolezza della realtà penitenziaria, quindi, a chi questo libro piacesse, consiglio di seguire la serie Orange is the new black, la quale, oltre al fil rouge sulla sessualità, affronta le tematiche della brutalità carceraria e del duro rapporto tra le gang interne al carcere e, soprattutto, al rapporto con le guardie.